La logica del confronto
Il forfettario non ti fa dedurre i costi reali: te ne riconosce una quota fissa tramite il coefficiente di redditività. Un professionista al 78% ha costi "riconosciuti" pari al 22% del fatturato, che li sostenga davvero o no. La convenienza si gioca tutta qui:
- Costi reali bassi (sotto la quota forfettaria) → il forfettario vince quasi sempre: aliquota piatta bassa e costi riconosciuti "gratis".
- Costi reali alti (sopra la quota forfettaria) → l'ordinario recupera terreno, perché deduci tutto ciò che spendi davvero.
- Detrazioni personali — nel forfettario perdi detrazioni per spese mediche, mutuo, figli a carico e bonus edilizi. Se ne hai molte, pesano a favore dell'ordinario (questo simulatore non le include: consideralo un punto a favore dell'ordinario non conteggiato).
Cosa non vede questo simulatore
Il confronto è semplificato di proposito: non considera detrazioni IRPEF personali, IVA (nell'ordinario la gestisci, nel forfettario no), costi di contabilità (l'ordinario costa di più di commercialista), IRAP e casse professionali private. Sono fattori che possono spostare l'ago della bilancia nei casi limite: se i due netti si somigliano, la scelta va fatta con un commercialista.